Visualizzazione post con etichetta psicologia della danza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia della danza. Mostra tutti i post

I segreti della forza di volontà: come ottenere risultati reali.



forza di volontà
La vita di un essere umano è costellata di scelte e di azioni. Ogni azione è fortemente influenzata dai processi mentali in base alla quale arriviamo a preferire determinate opzioni rispetto ad altre; quando più azioni sono possibili, una cernita di pensieri elegge un pensiero sugli altri, e lo trasforma in azione.

La nostra mente elabora sulla base di prove fattuali ed eventi. Quando un evento è provocato da noi, questo viene definito con la parola “risultato” ed è strettamente correlato al pensiero che vi sta dietro. Molte azioni umane rintracciano nelle azioni il senso e lo spirito di determinati individui; là dove alcune persone lasciano il segno, l’operato di molti si spegne nel moto costante del tempo. La forza di volontà è ciò che determina la differenza tra un azione ed il suo risultato.

La fine degli aforismi sulla forza di volontà.

Per millenni, il sapere umano è stato spesso passato attraverso aforismi e frasi che si dice contengano in nuce il significato di determinati concetti profondi. Oggi, tale metodo è completamente inefficace. Non tutti hanno il tempo per riflettere su determinati concetti, e la complessità della nostra vita richiede una rapida comprensione ed utilizzo di conoscenza pratica ed utile. La forza di volontà è qualcosa che rappresenta lo strumento base per ogni persona, e la scienza la studia da molto tempo ormai.

Ogni volta che prendiamo una decisione, la nostra forza di volontà è messa in gioco. I complessi calcoli che sottostanno all’attività razionale sono spesso influenzati dalle emozioni, o dal contesto economico, sociale e via dicendo. Quando i fattori di difficoltà aumentano, il processo di scelta diventa lento e laborioso, costringendo i più inesperti a soccombere alle emozioni. Una domanda sorge: Come si rientra in possesso del proprio potere di esercitare la nostra volontà?

Il modello di base della nostra realtà è il modello di causa ed effetto. Tale modello dice che ogni cosa avviene per una o più cause, e che da qualsiasi elementi può seguire (in rapporto cronologico non normalmente invertibile) un effetto. La trasformazione avviene attraverso un azione, ovvero un energia che si trasferisce dalle cause nell’effetto.  

Per quanto riguarda la mente umana, la forza di volontà è l’azione che determina il momento esatto in cui una trasformazione ha inizio. È la nostra capacità di decidere. Per questo motivo si può affermare che determinate persone siano false: una persona falsa è colui o colei che mostra una contraddizione tra ciò che dice e ciò che fa. La coerenza è una costante di natura ed è incontrovertibile. Le parole a cui non seguono i fatti sono sempre parole false, gli effetti sono sempre veri. Capire questa differenza è il percorso personale di una vita (a cui sono legati: impegno, rispetto, reputazione, valore, etc.).

Quando si comprende la necessità naturale di una coerenza (necessità necessaria per qualsiasi sistema, relazione o ambiente) si può passare ad applicare le tecniche di controllo della forza di volontà. Queste tecniche si basano tutte su dei processi psicologici complementari che rinforzano il concetto di forza. Una “forza” è tale quando mantiene costante la propria energia (che per definizione è un energia attiva e non passiva, ovvero è un energia che consuma qualcosa per mettere in moto qualcos’altro ai fini di un risultato desiderato –le energie passive sono chiamate “reazioni” in quanto si innescano al variare di altre variabili modificando l’intero sistema al fine di modificare o pervenire determinati risultati percepiti)

Elementi che rinforzano la propria forza di volontà sono:

  • autostima –la capacità di avere una valutazione corretta di noi stessi basata su un giusto metro di giudizio, un metro né troppo buono né troppo cattivo verso di noi
  • responsabilità –la capacità stessa di mantenere una vigile attenzione al fattore “coerenza” nelle azioni intraprese, monitorando in modo attivo e non passivo lo svolgimento delle nostre azioni
  • pianificazione –la capacità di apprezzare il modello di causa ed effetto ai fini di semplificare la miriade di operazioni che possono altresì distrarci quando eseguite in modo povero di strategia
  • analisi –la capacità di elaborare e criticare diversi elementi razionali ed irrazionali, riconoscere problemi e ridondanze, scomporre azioni in elementi autonomi più facili, approvare dati fattuali
  • memoria –la capacità di ricordare in modo preciso ed accurato ciò che rappresenta la nostra Storia personale
  • comunicazione –il mezzo fondamentale per comunicare con l’esterno ed ottenere le risorse necessarie, o l’aiuto mirato di cui abbiamo bisogno
  • pensiero critico –capacità di ragionare in modo razionale ed onesto, passando da delle premesse a delle conseguenze basate su una vera e pura logica priva di errori o bias cognitivi.


Ognuna dei sopraelencati elementi di supporto ha delle materie accademiche di studio, a cui si può attingere attraverso studio personale o parlandone con gli specialisti interessati. Quando valutiamo la volontà stessa la confrontiamo sempre con l’attitudine mentale, che si orienta nella stessa direzione della nostra volontà. Se vogliamo il successo di qualcosa saremo orientati ottimisticamente, altresì pessimisticamente.

Se hai trovato questo articolo utile, segui il blog su Facebook e G+ dove puoi conversare con l’autore, e fare domande ai punti che restano più oscuri. Riceverai aggiornamenti come i recenti articoli:


Continua a leggere...»

Riduzione di un processo dannoso: via la paranoia.



paranoia
È solo un idea. È tutto quel che è. Eppure trapana la mente come una punta di diamante. Ti si strofina dentro, ti trascina con lei. Con la sua perduta speranza in tutto ciò che è razionale. Per una paranoia, il tramonto è finito. La luce è sparita. E le tenebre, hanno fatto piazza pulita di tutte le soluzioni possibili. Si sente solo l’ululato della disperazione. Questa, è la paranoia, vista da una prospettiva diversa: più distaccata.

La nostra mente ci permette di sperimentare diverse sensazioni. La nostra testa racchiude una fantastica mente olografica, che riesce ad immaginare interi mondi, seppur in modi che ancora sfuggono perfettamente ai luminari della scienza. Gli impulsi, l’elettricità, non spiegano alcuni fatti complessi come i processi di visualizzazione e richiamo della memoria. Non tutti i segreti sono ancora stati scoperti.

Basta paranoia: sintomi delle paranoie.

La nostra vita è immersa nel mondo logico e razionale. È una dura realtà per molti. Perché esistono persone che hanno un desiderio così disperato, tanto da cadere vittime in spirali di pensieri da cui è difficile uscirne. Altri, non conoscono altra via se non questa, e si accontentano di una vita miserabile. Ma dietro a tutte quelle giustificazioni, rimane sepolta, ma ancora viva, la verità.

È importante capire la struttura della paranoia. Il link fa riferimento alla pagina di Wikipedia. Questa pagina riporta molte informazioni di base, che è bene sapere prima di procedere a comprendere l’intera mappatura e complessità del fenomeno. Qui stiamo parlando di un processo che muta la sua forma: si mantiene basso e di circostanza durante la nostra vita normale. Ma il problema è sempre lì! È una vera e propria abitudine.

Liberarsi della paranoia vuol dire cambiare modo di vivere. Niente più scuse: ci si riprende la nostra dignità, la nostra responsabilità. Ci si riprende ciò che la paranoia ci ha tolto: la dignità di essere umani. Imperfetti forse, ma non così fragili da lasciare la nostra vita in frantumi! Bisogna essere assolutamente decisi a cambiare. Ci vuole impegno. Impegno assoluto!

Basta prendere la scelta peggiore. Basta con le scorciatoie. Da subito, comincia a cambiare la realtà intorno a te. Questo è il mondo di chi sconfigge le paranoie. Si torna nella realtà: basta stare nella propria testa. La rivoluzione è tutta qui. È questo quello che “stavi aspettando.” Stai aspettando di svegliarti. Apri gli occhi. Ed io ti aiuterò a vedere meglio.

Come possiamo affrontare un demone tanto forte come la paranoia, quando tutto quello che abbiamo provato non funziona? Verso cosa ci potremmo rivolgere, per contrastare una tale forza che sconvolge le emozioni, e paralizza gli arti? Credo che per oggi, troverai un nuovo alleato nella Logica.

paranoie
La realtà che ci circonda ci mette in tante situazioni. La realtà cambia, e noi dobbiamo cambiare con lei. Adattarsi, ed abbracciare il cambiamento. Non possiamo farci condizionare dal fatto che niente intorno a noi cambia: siamo noi, il cambiamento.

I tuoi pensieri sono così importanti da bloccarti? Ti senti come se non avessi altra scelta che subire la tua condizione da schiavo, dei tuoi stessi pensieri? Sei stanco, e finalmente pronto a liberarti di un tale peso? Un peso che ti ha tenuto giù per così tanto, che ti ha impedito di vedere le cose belle alla luce del sole, visto che tutto il mondo è sempre avvolto dalle tenebre del pessimismo. Il desiderio non basta.

Non puoi abbattere le emozioni con le emozioni. Rimedi del genere possono durare solo per poco, e poi i sintomi ritorneranno. È così! Fattene una ragione, perché il problema sono proprio le tue giustificazioni. Tu hai permesso che ciò avvenisse! Tu, hai acconsentito all’idea di rinunciare a cambiare le cose. E così facendo, hai rinunciato ai lati belli del cambiamento. Che vergogna!

Una paranoia ti colpisce dove fa più male. E devi combattere per abbatterla. Niente scorciatoie. Niente soluzioni lampo. Il problema è reale: trattalo come tale. Hai bisogno di fare questa cosa con pazienza ed impegno. I risultati saranno grandiosi.

L'arcobaleno alla fine delle paranoie.

Prima cosa: rimettere al suo posto la propria testa. La nostra mente elabora tanti pensieri. È il suo lavoro, e deve continuare a svolgerlo. Quando abbiamo pensieri fortemente carichi emotivamente (così tanto da innescare sentimenti negativi, e comportamenti di difesa e negazione) allora abbiamo un problema. Dobbiamo neutralizzare questi problemi, se vogliamo che un domani siano superati. Faranno parte del passato: lo decidiamo noi! Ce ne assumiamo la responsabilità.

Per farlo, andremo ad usare una qualsiasi tecnica che esprima queste emozioni e le renda fisiche. Diamo realtà a queste emozioni. Come? Come vuoi. Io consiglio un modo semplice e poco dispendioso: scrivi i tuoi pensieri. Scrivili esattamente come ti vengono in testa. Sii onesto, e non cambiare nemmeno una virgola. Permetti ai tuoi occhi di vedere ciò che la mente sta pensando. Vediamo come interpreti la cosa.

Una volta che avrai tirato fuori tutti questi pensieri, ammesso che rappresentino le tue vere emozioni negative, dai un bello sguardo alla lista. Forse vuoi aspettare un po’, e tornare a mente lucida, forse hai bisogno di vedere subito come stanno le cose. Guarda alla struttura dei pensieri. Guarda come si presentano! Sei orgoglioso di questi pensieri? Ti sei mai messo a considerare quanta energia stai impiegando a dare benzina a pensieri del genere? Dov’è il loro aiuto costruttivo? A cosa ti servono pensieri così? Perché permetti alla tua mente di rovinarti la giornata? Sei tu l’unico responsabile di quali pensieri devono ricevere attenzione, e quali no!

Solo dopo aver portato alla luce del sole come funziona la nostra mente, possiamo guardare alla logica dietro queste informazioni. La loro natura, la loro organizzazione, ed il loro valore intrinseco. Alcune informazioni saranno cariche di significati importanti. Altre, saranno solo fumo negli occhi. Da dove devi cominciare per risolvere i tuoi problemi? Trova i problemi.

Elimina ogni giustificazione. Trova i fatti, adattati alla realtà. Perché quella che vedi è la realtà della tua mente. Tu hai il potere di cambiarla, e renderla un efficiente macchina creativa quanto meccanica. Le cose semplici vanno risolte, le cose difficili vanno scomposte. Elimina i problemi, intervieni sulla realtà, azzera le giustificazioni infondate. Basta stare sulla difensiva. È l’ora di passare all’attacco, per te stesso. La vita non ti regala niente, conquistati ciò che meriti.

Se hai trovato utile questo articolo, segui il blog su Facebook e G+ per rimanere aggiornato sulle ultime novità e rivelazioni shock di tecniche pratiche quanto facili. Troverai diversi articoli, come:


Continua a leggere...»

Capire se piaci ad un uomo grazie ai cenni segnalatori



capire se piaci ad un uomo
Universalmente, il comportamento maschile è logico e razionale. Ci sono numerosi casi in cui l’emotività può prendere il sopravvento. Queste situazioni sono legate a considerazioni interne sempre relative a sensazioni negative come imbarazzo, insicurezza, etc.

Durante i rapporti con l’altro sesso, gli uomini dimostrano una serie di comportamenti che possiamo ricondurre ad un comun denominatore tra tre possibili opzioni: gli piaci, non gli piaci oppure non gli dici niente di che (è neutrale nei tuoi confronti.).

Ecco una lista dei segnali più comuni

La predisposizione di un uomo non è giudicabile dalla quantità di tempo che passa a guardarvi. Evitate di credere a chi dice che bisogna vedere quante occhiate vi danno. La realtà non è così meccanica. A volte basta un occhiata per cadere vittima del fascino di qualcuno, e anzi si potrebbe non voler guardare ancora solo per cause come il sopraccitato imbarazzo o altro. L’importante è al contrario essere visti. Questo è fondamentale. Nessun segnale può essere lanciato, od osservato, se tra di voi non vi è un contatto visivo.

Quando avrai ottenuto la sua totale attenzione, allora potrai cominciare a notare determinati comportamenti. Considera sempre quanta attenzione ti sta dedicando. Meno del 100% potrebbe voler dire che ha dei problemi altrove, od un’altra ragazza per la testa. Tutto è possibile, ma di certo non è ben disposto. Chiunque interessato a mantenere i rapporti con qualcuno è disponibile ed attento. Se poi è imbarazzato fino a quel punto, forse ti conviene considerare se vuoi davvero un uomo così accanto.

Parliamo di segnali meno ovvi. Il sorriso è un riflesso muscolare involontario. Lo noterai affiorare ogni qualvolta ti troverai davanti qualcuno a cui piaci. È facile per un sorriso rimanere scavato nella faccia quando le nostre vere emozioni sono di felicità ed eccitazione. Serve al contrario un controllo forzato della muscolatura per rilasciare i muscoli del sorriso. Quando vedi un sorriso o sorrisino che non va via, quasi sicuramente stai avendo un buon effetto. Controlla come muove le sopracciglia per sapere se è un sorriso buono o cattivo.
se piaci ad un uomo 
Non si può provare piacere verso qualcuno senza mettersi a sua disposizione, specialmente se sei un uomo. Quando vuoi una conferma circa le vere emozioni di qualcuno, chiedigli di fare qualcosa per te. A seconda della reazione noterai quanto gli piaci. Spesso quando la cosa è palese la risposta è istantanea e positiva. Se lui vuole essere cortese ci metterà qualche secondo in più (forse per pensare ad un modo di evitare di farsi coinvolgere perché non gli piaci poi tanto,) e se in realtà non gli piaci potrebbe dirti di sì per poi evitare all’ultimo momento di fare ciò che vuoi.

Quello che molte ragazze non afferrano è l’intensità maschile. C’è tutto un mondo dietro ai fantomatici modi di sedurre gli uomini, ma molte di quelle informazioni sono superflue. La vera cosa da capire è l’intensità. Quando piaci ad un uomo, quell’uomo ci mette tutto se stesso nel rapporto con te. Che poi esprima la sua intensità attraverso uno sguardo penetrante, il non lasciarti mai a perdita d’occhio, sistemandosi la camicia o facendosi bello… quello è tutto strettamente dipendente dal fatto che sta modificando il tipo di rapporto che ha con te.

Un uomo che intensifica la relazione con qualcuno fa sempre qualcosa in più che supporta il vero obbiettivo dietro alla relazione stessa. Non si tratta di comunicare la passione, quanto di comunicare interesse. Ma noi abbiamo perso il concetto animale di mandare segnali di accoppiamento. Quella che noi chiamiamo passione ed intensità è in realtà la messa in chiaro dei propri aspetti positivi. L’uomo con la bella voce tenterà di sedurti localmente. Il bello tenterà di catturarti con lo sguardo. Il simpatico probabilmente cercherà di coinvolgerti. Quando vedi una messa in mostra di qualità, sta tentando di far colpo.

Tutto il comportamento maschile è improntato verso obbiettivi ben precisi. Il primo di questi è generalmente far ridere la ragazza. Che io sappia, qualunque uomo sa che non può fisicamente avere molte speranze con chi non riesce a far sorridere. Crescendo si impara che non sempre è così, e che si deve catturare l’interesse di lei in modo da scatenare una qualche curiosità. Qualsiasi comportamento che cade in questi frangenti possono essere considerati segnali di interesse nei tuoi confronti.

Ti può aiutare anche leggere


Continua a leggere...»

Gli uomini non capiscono le donne? Risolto



gli uomini non capiscono le donne
Ci sono cose che si imparano attraverso l’esperienza, altre invece vanno chiarite ed investigate, perché spesso la verità si annida tra strati di realtà diverse. E quando si parla di vita di coppia, quasi tutti credono che non vi sia modo di migliorare le cose “così come sono.”

Tra i problemi di coppia più diffusi c’è lo storico “è finito l’amore,” cosa che viene riconosciuta da entrambe le parti come a voler giustificare il fatto che le proprie azioni sono solo state dettate dall’alchimia fisica. Insomma, la colpa non è loro. Questo è ciò che ognuno si vuol sentir dire. Ma la comunicazione di coppia è un’altra storia.

Parlare con un ragazzo o con un uomo

Per chiunque non avesse chiaro il concetto di base, l’uomo preferisce per natura la verità e la semplicità. Per qualsiasi cosa, la strada diretta è sempre la preferita. Solo in presenza di ostacoli sono contemplate le alternative. Questa realtà viene assunta come verità da un uomo. Qualsiasi comportamento o modo di fare che non soddisfa questa realtà viene giudicata automaticamente in modo negativo.

parlare con un ragazzoIl ragionamento di un uomo di fronte ad una qualunque sfida segue la falsa riga del: Posso farlo? Ora? Di cosa ho bisogno? Quando avrò finito? Posso iniziare subito a risolvere la cosa o devo prima prepararmi?

Quando una ragazza ci dimostra il proprio affetto durante gli anni di crescita, invece un uomo scopre che ci sono anche altri modi di ottenere le cose, ovvero il modo indiretto. Questo modo è prettamente femminile. E per certi versi, un uomo si abitua a certe usanze femminili, giudicando le donne anche in base al loro modo di comportarsi. Del resto, una ragazza grezza ed al naturale non piacerebbe a molti uomini. La complessità femminile a volte piace, perché gli uomini sotto sotto adorano risolvere i problemi della vita. Questo vuol dire che il vostro uomo vi vede come problemi da risolvere? La cosa è molto diversa. Il nostro è un discorso di mentalità.

Molto probabilmente potremmo considerare il modo di procedere indiretto delle ragazze come una qualche risposta evolutiva. Attraverso il metodo indiretto si rischia molto meno. Si rischia che il messaggio non sia recepito, ma se torniamo alla realtà, osservare con desiderio qualcosa, e sminuire verbalmente la propria volontà di possesso, è sicuramente meno rischioso di dire tutto ciò che si pensa. Non sempre chi fa le domande è ben disposto verso di noi, e certe risposte o modi di parlare possono portare a ripercussioni fisiche.

Notoriamente, la realtà ci porta ad osservare che fino agli inizi del ventesimo secolo la società è stata patriarcale, ovvero a favore dei maschi e della figura maschile. Oggi le femmine moderne devono affrontare un periodo epocale: riscattare la propria identità. Ma da che punto si deve partire? La realtà è che non vi è alcuna guida unificata alla presa di coscienza femminile. Il femminismo non ha ancora concluso il suo operato, ma lo ha appena iniziato.

Perché contrapporre una ragione evolutiva ad una situazione storica? Perché ad oggi, qualsiasi ragazza è lasciata libera di credere quello che vuole in termini di corretta comunicazione. Non essendovi corsi di aggiornamento sulla realtà sociale e delle proprie scienze sociali, ecco che la ragazza di oggi manifesta tipici comportamenti contradditori quando comunica con un ragazzo. Non vi è coerenza.

Molti ragazzi non sono stati fatti per elaborare lunghi e complessi ragionamenti. Molti ragazzi non sanno distinguere nemmeno le due parti della comunicazione (verbale e non verbale.). Io stesso prima di iniziare a studiare argomenti psicologici ero puramente verbale: un ottimo filosofo se vogliamo, ma parecchio ignaro della ricchezza delle informazioni non verbali. E con molta probabilità, il vostro uomo è più o meno come ero io.

Il processo di apprendimento maschile è diverso da quello femminile. Quando qualcosa non viene direttamente espressa, è facile giustificare tutto il resto come contingente e casuale. Del resto, finché un uomo sa che la propria ragazza ha una bocca, non percepisce alcun problema che impedisce a lei di verbalizzare i propri desideri. Del resto, un uomo cresce con la nozione comune che alle donne piace parlare, quindi un uomo assume che la donna abbia più dimestichezza a dire come stanno le cose. Che la realtà non stia così, per un uomo è inconcepibile (a freddo.). Bisognerebbe guidarlo attraverso la psicologia femminile.

Ecco una semplice lista di azioni che possono evitare che gli uomini non capiscono le donne:

  • esprimere verbalmente sia ciò che si desidera, sia ciò che si pensa, e ciò che si prova
  • dimostrare coerenza nelle proprie emozioni. Se lui fa qualcosa di positivo per te, non reagire mai in modo negativo. È stupido, ed è un controproducente feedback negativo.  
  • Quando hai problemi a verbalizzare ciò che desideri, descrivi la scena desiderata in modo da dipingere per lui ciò che vuoi che succeda. Eviterai così l’imbarazzo o la paura che provi. Esprimiti in termini di “io” e “tu,” non usare metafore.
  • Comincia con l’esercitarti con la comunicazione diretta. Comincia a prendere in esame la tua capacità di dire ciò che ti piace e non, giustificandola. Devi imparare a reggere la pressione della conversazione senza cedere alle emozioni. Le emozioni sono dentro di te, nessuno le vede finché non ne parli. Non aspettarti che gli altri possano leggerti il pensiero. Gli uomini sono così (un po’ stupidi) perché si mettono sempre in gioco, ed accettano che nella vita e nelle conversazioni esista chi ne sa più di loro. Nella conversazione, l’uomo è più partecipativo della donna. Questo è un errore femminile dato da un bias cognitivo.
  • Un uomo si logora ogni volta che una donna non ammette le proprie colpe. Questo uccide le relazioni al 100%. Quando sbagli, chiedi scusa. Soprattutto per le piccole cose. Per le grandi, tutti pretendono delle scuse.
  • Quando in difficoltà, sfrutta i parametri di spazio e tempo. Se hai bisogno di essere lasciata da sola, devi saper dare un orario ed un giorno per la ripresa del rapporto. Un uomo prende spazio e tempo come limiti assoluti, quindi se non li dai lo confonderai al di là del fatto che se ti ama ti verrà dietro. Senza gli studi di psicologia, io so che non sarei mai andato dietro a nessuna se questa andava via, proprio perché la amavo, e la rispettavo così com’era. Per un uomo privo di conoscenze psicologiche la logica non è mai battuta dall'emotività. Non esiste.
  • Se vuoi evitare la verbalizzazione dei tuoi desideri, l’unico modo è sfruttare l’ambiente intorno a te. Puoi far dire le cose a lui da dei tuoi amici, oppure modificare l’ambiente con messaggi assai chiari sui tuoi desideri. Queste però sono più simpatiche sorprese, ma non un modo comunicativo che può perdurare nel tempo.
  • Chiedi al tuo uomo cosa ha capito. Mettilo sotto torchio. Accetta di vedere con i tuoi occhi la realtà dei fatti. Comunicare in modo diretto vuol dire anche fare domande di verifica. Se l’altra persona non ti sa ripetere ciò che hai detto, o ti sei espressa male, o non ti ha ascoltato. Verifica sempre quando si tratta delle tue necessità.
  • Il passo successivo è assumersi il rischio delle promesse. Una donna promette poche volte, ed evita quasi tutti i comportamenti che le fanno assumere rischi. Se ami il tuo uomo, assumiti dei rischi per lui promettendogli una serata fantastica per festeggiare il suo compleanno o altra situazione. Questo gioca sulla sua fantasia maschile che il rapporto di coppia sia perfettamente paritario.
  • Insegna al tuo uomo come leggere le espressioni facciali ed i gesti altrui. Il mancato scambio di conoscenze è la prima causa di deterrenza del miglioramento della coppia. Lui deve reciprocare con le proprie conoscenze, altrimenti questo è un chiaro segnale. Se il tuo partner non reciproca, con buone probabilità non sarà un buon partner.
  • Preparati a reggere la pressione dei discorsi. Il modo di parlare diretto è più pesante dell’indiretto. Quando senti che le emozioni salgono, devi fare come facciamo noi uomini riportando tutto su un piano logico. Trovi le cause, gli effetti, il modo in cui le cose avvengono. Togli le emozioni dalle parole che usi. È così che si comunica in modo diretto.
  • Per usare meglio il discorso indiretto, adotta dei palesi segnali non verbali. Devono essere palesi e manifesti. Ad esempio, se vedi qualche gioiello che desidereresti lui comprasse, nel mentre gli dici che non lo vuoi, dovresti fargli scorrere un dito languidamente in mezzo al petto, magari descrivendo come il ciondolo ti starebbe. In tal caso le parole dicono di no, ma il non verbale urla diversamente. A seconda di quanto sarai brava con il non verbale, avrai in risposta comportamenti conseguenti. Magari l’uomo potrebbe capire che desideri un ciondolo e non quello. Ricorda che, senza la verbalizzazione diretta, noi ci sentiamo completamente giustificati a fare qualsiasi cosa che riteniamo di aver capito.
  • Quando sgridi o hai una discussione con lui su qualcosa, devi smetterla di concentrarti su ciò che è sbagliato. Offri soluzioni, elenca tutti i modi in cui può o poteva fare le cose nel modo giusto. Puoi fargli male ed al tempo stesso migliori la coppia. Dandogli soluzioni gli dimostri la sua immaturità logica, e rifocalizzi l’attenzione su ciò che si deve sistemare, non lamentandoti inutilmente. "Soluzioni" è la parola logica usata al posto di "conseguenze." Come vuoi che vada a finire la vostra relazione? Parla di soluzioni! Di quelle giuste!
  • Quando hai bisogno di sfogarti, preannuncia sempre il tuo sfogo. Dici “ti devo dire una cosa, e voglio solo che mi ascolti” oppure “C’è una cosa che voglio che tu sappia, anche se poi non hai niente da dirmi.” Devi dare un motivo al tuo sfogo, e se sbagli questo passo, lui automaticamente ti dirà come risolvere la cosa alla fine. Non ti stupire se ti arrabbi perché lui non ascolta, l’errore è tuo che non parli.
  • Lui è refrattario a qualsiasi tua mossa o parola? Ecco la soluzione. Gli devi chiedere se si è reso conto di ciò che hai fatto o detto. Ha consapevolezza di ciò che è successo? Dopo gli devi chiedere perché secondo lui tu hai agito così. Chiedigli se si è mai chiesto ad un certo punto ciò che in realtà vuoi raggiungere, e cosa gli ha impedito di arrivare a quella conclusione. Implementa il cambiamento, e ripeti se necessario. Lo stai allenando sulla logica del discorso indiretto. Gli uomini non la conoscono.

Ti può interessare leggere

Continua a leggere...»