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Come rispondere ad un complimento: diverse prospettive.



come rispondere ad un complimento
I complimenti sono una parte fondamentale della nostra vita: ci permettono di apprezzare la diversità, la peculiarità, ed è un’occasione per aggiornare le considerazioni degli altri. Ogni complimento è la summa di una valutazione svolta da chi genera le generose parole.

La nostra storia è piena di momenti in cui i complimenti sono stati causa di situazioni diversificate. Per molti, i complimenti sono qualcosa non positiva. Esistono persone che sono molto scettici degli apprezzamenti altrui, perché sanno che i complimenti possono essere usate per manipolare la mente ed il giudizio della persona oggetto delle attenzioni, e poi ci sono le condizioni giornaliere in cui i complimenti diventano simili ai “grazie,” e ci si può staccare dal loro effetto anche solo per la ripetuta esposizione. Ci si può abituare ai complimenti fino a stancarsene. Questa mini guida vuol porre l’attenzione su chi li riceve, poiché saper ascoltare gli altri è la chiave per apprendere le diversità altrui e conoscere i vari tipi di persona con cui abbiamo ogni giorno a che fare.

Trattare i complimenti come rispondere ad un grazie.

Partendo dalla base, un complimento è qualcosa di positivo. Bisognerebbe apprezzare la forma del complimento di per sé. Pertanto, reagire in modo negativo è sempre sconsigliato, anche quando il complimento è palesemente falso. Almeno che tu non voglia ingaggiare un dibattito (da cui partiresti comunque svantaggiato, data la natura positiva del complimentare cose e persone) ti consiglio di partire prendendo per buona la natura del gesto.

Dal punto di vista pratico, in assenza di parole per accompagnare la risposta alle parole del complimento, oppure durante la fase iniziale di sperimentazione, usa un semplice “grazie” come risposta. Noterai diverse risposte per un motivo molto preciso: quando si parla di belle parole (sia che tu faccia o riceva il complimento) ha molta influenza il modo in cui tale affermazione viene espressa.

Quando sai distinguere bene il tono vocale di un apprezzamento sarcastico, e lo sai distinguere da parole sincere, allora modifica il modo in cui pronunci il tuo grazie. Cerca sempre di uguagliare il tono di voce di chi te lo fa, o meglio ancora cerca di essere leggermente più entusiastico dell’emittente. Inconsciamente, segnalerai che tale comportamento è bene accetto, e stimolerai un comportamento ancora più positivo negli altri.  

Quando vari il tono rispetto a quello usato da chi ha fatto il complimento, potresti variare il messaggio legato alla tua risposta. Un silenzio in più, od una pausa più lunga possono modificare il messaggio che manderai (ancora, anche usando un semplice grazie.). Troppo veloce? Troppo lento? L’unico modo per trovare un buon tempismo è notare le differenze. Fortunatamente, non si parla di giusto o sbagliato. Sto evidenziando che il linguaggio non verbale ha variabili che noi automaticamente traduciamo in qualche modo. Siine ben consapevole, e cerca di notare queste sfumature. Ti aiuterà a calibrarti alle persone con cui interagisci.

Riguardo la scelta delle corrette parole che possono interessare una risposta ben più forbita di una semplice parola composta da due sillabe, non si può che ricordare che un complimento ha lo scopo di mettere in risalto qualcosa che l’altra persona ha notato. Ciò può avvenire per cortesia, o perché l’altra persona ha genuinamente notato qualcosa. Più è specifico il complimento, e più è semplice notare di cosa stiamo parlando. Ma ci sono anche persone poco abili nella comunicazione verbale, o semplicemente timide.

Pertanto, puoi sempre fare domande per approfondire la cosa messa in risalto dai contenuti del complimento. Tratta quest’ultimo come un invito ad iniziare una conversazione. Condividi le tue conoscenze sull’argomento, o sull’ignoranza. La cosa peggiore che si può fare è partire con la modalità “io, il centro del mondo,” ovvero con la modalità egoistica. Anche se è naturale tradurre il complimento con un “questa persona vuol sapere di più di me,” non dare per scontato l’interesse altrui. Al contrario, quando ti capita di partire con questa modalità, finisci con il divergere l’attenzione del tuo discorso verso un altro finale, od una domanda aperta che possa coinvolgere l’altra persona.

Una menzione a parte va fatta per chi riceve frequentemente i soliti complimenti, come le persone di bell’aspetto. Le ragazze sviluppano generalmente una sorta di scudo sociale, e gli uomini possono sia averne uno ugualmente, oppure sviluppare un diverso atteggiamento per cause diverse. In entrambi i casi, consiglio di sperimentare con diverse risposte o con il grazie (purché non sia detto in modo secco perché vi penalizza a prescindere.). Se non volete essere disturbati, basta ammettere il proprio stato emotivo. Ovviamente, se la caterva di disturbatori vi perseguita in discoteca od altri posti sociali, la solita tattica va bene. Io mi riferisco a quei casi in cui rispondete in modo automatico. Quando non ci rendiamo conto del nostro comportamento, siamo vittime dell’abitudine, e questo è sempre indesiderabile. Lotta sempre per una consapevolezza che premi il comportamento positivo nel mondo, sia tuo che altrui.

Quando avrai capito come gestire queste basi, e saprai essere padrone delle tecniche ricettive, allora sfrutta la tua esperienza per complimentare gli altri. Diventare efficienti con i complimenti è qualcosa che è stato troppo messo in cattiva luce dai manipolatori comuni. Le persone hanno bisogno di essere complimentate sinceramente, e parte tutto da sapere come rispondere ad un complimento. Un essere umano ha bisogno di sentirsi amato ed apprezzato. Un complimento sincero da qualcuno che è semplicemente positivo, meglio se da un estraneo (nei contesti sociali ti sarà capitato,) può davvero cambiarti la serata, l’atteggiamento od anche la vita. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, e quel cambiamento diverrà realtà.

Questa ed altre tattiche e strategie sociali sono a tua disposizione nel mio blog. Il post è poco pratico? Commenta. Fammi sapere cosa vorresti, o cosa cercavi. Contattami su G+ e Facebook per le tue richieste, e le elaborerò volentieri se posso!




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Come essere simpatici: strategie sociali.



come essere simpatici
Esiste tutto un mondo sul modo di comportarsi con gli altri. Alcuni la chiamano etica, e molti basano le proprie azioni su valori morali, precetti e credenze personali o religiose. Quando si parla di relazioni però, tutti concordano su una cosa: esiste un legame tra persone diverse, o di stampo diverse, e questo legame che lega gli esseri umani tra loro favorisce il nascere di una emozione molto comune, ovvero la simpatia.

In psicologia, la capacità di provare emozioni verso gli altri è detta empatia, e si differenza dalla simpatia per una qualità fondamentale: la prospettiva. Nel parlato di tutti i giorni, risultare simpatici vuol dire piacere agli altri in un certo modo, ovvero sprigionare determinate risposte che rendono il giudizio altrui un giudizio tutto sommato positivo. Fanno eccezioni alcuni commenti sarcastici o sardonici, ma il mio intento è quello di tessere un ponte tra i due regni (della psicologia e del sociale) per venire incontro a quel bisogno inespresso che molte persone hanno: fondere l’empatia e la simpatia utilmente al fine di creare legami con altre persone.

Come diventare simpatici: i tre fondamenti per la trasformazione personale.

Una volta capita la differenza di prospettiva tra l’empatia e la simpatia dal punto di vista psicologico, ecco come le tre attività possono essere usate sinergicamente per migliorare la propria abilità di creare, mantenere e curare le proprie relazioni:
  • L’empatia ci serve per capire ciò che ascoltiamo.
  • La simpatia ci serve per metterci nei panni dell’altra persona.
  • Il nostro comportamento è un ago sulla bilancia del rapporto che abbiamo con l’altra persona.
Non esiste un punto da cui partire, ma ognuno di noi ha una preferenza, e per alcuni risulterà più facile sviluppare una qualità rispetto agli altri. Al contrario di qualità fisiche, tutti possiamo migliorare e controllare il nostro comportamento, quindi chiunque può raggiungere un miglioramento nelle seguenti aree. Gli esempi servono ad inspirare il processo mentale che personalmente deve guidare la persona a capire quale punto del proprio io necessita una stimolazione maggiore, e quali atteggiamenti od azioni possono favorire il miglioramento dei propri risultati con gli altri. Tali risultati devono essere basati sugli effettivi sviluppi del rapporto. Talvolta capiterà di sbagliare perché sbagliare è umano. Gli errori devono essere di ispirazione per le correzioni. Le relazioni umane sono destinate ad iniziare e finire.

Sviluppare l’empatia è qualcosa che per alcuni può partire dall’immaginazione. Esistono momenti molto precisi durante i quali parliamo con gli altri, e gli altri descrivono alcune esperienze che noi conosciamo bene (ed a volte crediamo di saperne di più di chi sta parlando.). In tali occasioni, abbiamo l’occasione di sviluppare la propria empatia. L’empatia è qualcosa che si ha, ma che può raffinarsi. Chi pensa di essere empatico, ma non conosce i limiti della propria empatia, non è empatico quanto crede di essere.

Gli attori hanno sviluppato metodi “pericolosi” che permettono loro di entrare in empatia con i loro personaggi. Per questo motivo, esistono anche terapie che coinvolgono il teatro, la teatralità e la rappresentazione (più o meno) scenica. Ma non voglio annoiarti con queste tecnicità. La cosa importante da capire è che sviluppando l’empatia sprofonderai nel reame delle emozioni. Lo stereotipo sessista vuole che gli uomini siano meno bravi in questo tipo di esercizi, ma ognuno è diverso. Infatti, l’empatia dipende dalla propria capacità di interpretare realtà altrui od immaginate. Le emozioni possono essere proiettate da altre persone, ma in quel caso la causa può sia essere l’empatia di chi le proietta oppure l’insieme di tutta la situazione. L’empatia è un’esperienza personale che unisce significati esterni (o stimoli di altra natura,) e li trasforma in emozioni.

L’ascolto è il metodo comune più usato per sviluppare ed esplorare la propria empatia. Quando ascolti qualcuno, (e per sviluppare l’empatia dovrai incoraggiare a far parlare la persona sempre di più, per far svelare i dettagli sempre più personali che ti daranno ulteriori informazioni per dettagliare la tua esperienza emotiva,) il tuo scopo è quello di vivere mentalmente la scena che l’altra persona vuole trasferirti parlandoti. Quando qualcuno parla, è come se si stesse dipingendo un quadro. C’è differenza tra il vedere un quadro a colori od in bianco e nero. Facendo domande che scavino in profondità, sarà come avvicinarsi al quadro per capire se le pennellate sono state profonde o se l’artista non è stato generoso con la tempera. Ogni parola, pausa od enfasi può darti strumenti che cambieranno il modo in cui ricreerai nella tua mente l’evento narrato. Concluderai l’esperienza mentale immergendoti in tale realtà, al fine di capire quali emozioni possano essere state provate.

come conoscere persone nuove
Alcune persone si chiederanno che senso ha fare una tale operazione, dato che non si può sapere cosa ha provato l’altra persona. Si è sia corretti che sbagliati a pensarla così. Si ha ragione perché le emozioni sono totalmente personali, ma si sbaglia nel credere che la razza umana non abbia delle risposte genericamente simili. E quando impari a capire le emozioni provate dagli altri, complimenti. Hai fatto il tuo primo passo. Continua fino a trovare i limiti estremi della tua empatia. Una volta trovati saprai quando dire agli altri che non riesci a capire cosa hanno provato. L’empatia favorisce l’onestà morale, quando è esercitata in modo assertivo durante una conversazione. È desiderabile conoscere persone empatiche perché favorisce il grado di fiducia tra due o più persone. Gli altri capiscono che tu li comprendi, e ciò piace.

La simpatia nasce da un meccanismo leggermente diverso. Facilmente foraggiata da religioni che tendono ad aiutare il prossimo, o da precetti impartiti in altro modo, il comportamento simpatico è spesso mascherato da atti di altruismo. Ma non deve essere così, e si può arrivare alla verità della simpatia attraverso questa differenziazione: la simpatia si raggiunge attraverso la sottomissione del proprio io durante il processo empatico. Notare che si può provare simpatia senza essere empatici, io sto solo indicando un processo che permette di unire il tutto.

Quando si ascolta l’altra persona, o durante un percorso immaginato, nasce spontaneo una serie di emozioni. Queste emozioni originali possono dare come conseguenza la divergenza delle proprie idee fino a contaminare il processo stesso con ciò che “noi” avremmo fatto. Ciò però è nemico del processo empatico. L’empatia non prevede alcun giudizio durante la fase di ascolto. La simpatia può giudicare. Ma se sfruttiamo questa differenza a nostro favore, ecco che possiamo dare il permesso a noi stessi di seguire le azioni del racconto fornito.

Come un attore che deve seguire il copione, non dovranno essere contestate le azioni dell’altra persona. Ciò ci porterà ad accettare come fattibili le azioni altrui. E quando si realizza la possibile conseguenza realistica di tali decisioni, ecco che si potrà entrare sempre più nel modo di comportarsi dell’altra persona. In tal senso, si razionalizzano le azioni altrui a posteriori, ovvero le dovremo giustificare dopo che avremo capito quale risultato avremo ottenuto a fronte del risultato desiderato. Con questo procedimento avremo acquisito il punto di vista altrui.

Completa il quadro complessivo il nostro comportamento. Un comportamento che unisce empatia e simpatia è un comportamento che può assumere i tratti più diversi, al contrario di quanto il pubblico tende a credere quando viene esposto a tali concetti. Molti credono che si tratti di diventare la persona paziente che ascolta fino all’ultimo, ma non è necessario seguire questa strada, diventando così lo psicologo del gruppo o della relazione. Assolutamente no. Ognuno di noi ha uno stile diverso. Ognuno ha limiti personali, e modi di rispondere a diverse realtà che ci rendono unici anche nel comportarci in modo simpatico. Ma ci sono tratti comuni che possono trasparire anche nel classico bullo testa calda, ma che ci fanno lo stesso ammirare od apprezzare qualcosa in quella persona così stranamente interessante:
  • Disponibilità a far parlare gli altri.
  • Domande aperte, o chiuse ma mirate a recuperare informazioni vitali.
  • Espressività molto accentuata, sia facciale, gesticolare e/o tonale.
  • Senso della logica spiccato, od uso anche troppo generoso dei nessi logici.
  • Tecniche comunicative di persuasione.
Sono sicuro che molti devieranno i loro pensieri ad un certo punto, e penseranno a tutte quelle persone che pur comportandosi nei modi più egoistici arrivano ad avere lo stesso un folto gruppo di seguaci. Quelle persone stabiliscono legami di altro tipo: sfruttano o sono sfruttate dalle altre persone. Le loro relazioni non sono paritarie, e sono destinate a rimanere sole, anche se a volte passano degli anni. Il tempo chiede il conto a tutti, ed alcuni non ricevono seconde chance. E lo sanno anche alcune di queste persone. Le realtà sono talvolta complesse, ma sta a noi sceglierci il futuro che vogliamo per noi stessi. Ognuno cerca alla fine di ottenere sempre la stessa cosa: un legame con gli altri. La solitudine può piacere, ma non è molto desiderata sul lungo termine.

Tornando sul seminato, un comportamento che dia risultati per cui si resti simpatici prevede una serie di accorgimenti mirati. Lo scopo iniziale è sviluppare determinate caratteriste che premiano sia l’empatia che la simpatia. Come idea generale da tenere a mente, l’esempio della bilancia è sempre un ottimo punto di partenza: immagina che il risultato del giudizio altrui sia una somma di tantissimi giudizi più ristretti. Ti giudicheranno per quanta fiducia possono darti, quanto piaci per come ti vesti, gesticoli, etc. Le regole sociali di base inerenti il gruppo di persone che intendi frequentare si adattano sempre: circoli sociali, caratteristiche personali, etc. Questi giudizi sono imprescindibili, e lasciano un risultato grossolanamente identico nel grosso delle tue relazioni. Forse gli altri ti vedono come una persona timida, ma forse ti percepiscono tutt’altro! Questo è qualcosa che sarebbe utile sapere prima di iniziare a lavorare su te stesso, perché ti da una base su cui partire e su cui misurare i tuoi reali risultati per ottenere il risultato desiderato. Qualunquesia il tuo obbiettivo, decidilo. Non tutti decidono la stessa cosa, e ci sono tanti motivi per cui voler piacere agli altri! Il link che ho appena messo ti porterà ad un post che ho creato proprio per aiutare le persone a fissare un obbiettivo corretto, e che ti aiuterà ad ottenere ciò che vuoi.

Ottenuto il tuo obbiettivo, avrai il tuo punto di arrivo. Se non hai il responso di altri sulla tua prima impressione, ce la puoi fare lo stesso, ma farai fatica in più per niente. Sta a te. Ma continuiamo: le persone ti giudicheranno ovviamente per come ti comporti con loro, sia verbalmente che non verbalmente. Qui userai le tue strategie e tattiche sociali per raggiungere una conversazione, durante la quale puoi avere un’occasione di sviluppare le tue abilità di empatia e simpatia. Parti da una delle due, e praticala per una settimana, cercando di fare una buona pratica mirata. La prossima settimana sviluppa l’altra, e durante al terza sperimenta facendo cose anche un po’ contro corrente (o puoi cercare di vivere una settimana adottando il modo di fare di altre persone che hai conosciuto nelle precedenti settimane, rafforzando così la memoria ed esercitando la tua creatività.).
  
come essere simpatici a tutti
I più pigri penseranno ora che non è facile fare così tante conversazioni per così tante settimane. Questo tipo di obbiezioni possono essere superate allargando un po’ la propria esperienza del web, il quale ti offre di tutto: dalle chat ai social più diversi. Puoi trovare persone ovunque nel web, con cui parlare, chattare e condividere esperienze. Non ho mai visto nessuno aver problemi a cercare di fare amicizia con qualcuno anche lontano chilometri dalla propria città dopo che è stato espressamente detto che si sta cercando qualcuno solo per parlare. Sicuramente, si incontrano persone che non rispondono, ma ancora: vivono a chilometri di distanza. Basta cercare, qualcuno si trova sempre. Le persone sono molto più aperte di quanto molti temono.

Al contrario, rilancio con il dire che se la risposta di estranei è sempre negativa, allora vuol dire che le proprie capacità comunicative richiedono un aiuto specializzato e mirato. Contattare persone estranee è il primo esercizio di simpatia ed empatia che tutti dobbiamo risolvere con successo, altrimenti bisogna rivolgerci ad uno specialista perché vi sono blocchi di altro tipo. Non devono esistere alcun tipo di problemi nel contattare altre persone. Imparare come essere simpatici vuol dire sviluppare e migliorare l’uso di qualcosa che abbiamo sempre avuto ed usato in un certo modo e grado, personale per ognuno di noi; niente di impossibile.

Ti aspetto su G+ e Facebook. Seguimi! Condivi! Fai le tue richieste!

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Come farsi desiderare dagli altri: strategie sociali.



come farsi desiderare
Per chi ha già imparato le basi che regolano le relazioni sociali di oggi, diventa a volte troppo impegnativo arrivare a raggiungere quel tipo di rapporto con gli altri per cui veniamo non solo apprezzati, ma riceviamo anche comportamenti di cortesia che ci fanno sentire apprezzati, ricercati e benvoluti.

La società di oggi è poggiata su pilastri riconoscibili, ma c’è da fare un avvertimento: la società di oggi nasce dalle macerie di un "esperimento sociale" mai fatto prima su scala mondiale, e pertanto ognuno sperimenta le proprie idee al fine di raggiungere i propri obbiettivi. Là dove si vanno a segnalare dei consigli, questi sono sempre dipendenti dall’obbiettivo a cui si sta mirando. Se l’obbiettivo non viene raggiunto almeno una volta con la stessa tecnica dopo dieci tentativi, o si è sbagliata la tecnica o la tecnica non è adatta alla propria persona. Questo vale per qualsiasi test e qualsiasi idea. Bisogna sempre sperimentare, e non abbandonarsi completamente a quello che dice la psicologia o la scienza in generale. La nostra più grande risorsa è la creatività. È utile conoscere alcuni principi, perché alcuni principi sono veri.

Come conquistare una ragazza o un ragazzo?

Per molti, si tratta di conquistare un particolare ragazzo o ragazza. I principi però si applicano a qualsiasi relazione umana. Innanzitutto, le premesse della statistica indicate anche nell’articolo sul come si fa a piacere restano vere. Non si può piacere sempre, e per le prime volte, può capitare che al secondo incontro (o terzo che sia) le idee cambiano. A tale fine, le seguenti tecniche sono indicate per incrementare la possibilità di non fare errori che possono favorire lo sviluppo di idee od associazioni negative.

Favorire i propri tratti dominanti: Un buon principio è quello di continuare a calcare l’onda della buona prima impressione. Con chi ti conosce appena, ha poco senso condividere i tuoi lati negativi: non conosci la persona (potrebbe anche far un cattivo uso delle informazioni che dai,) e soprattutto puoi far brutta figura a chi ti accompagna (una fetta di persone giudica gli altri per chi conosce, e tale atteggiamento non è sbagliato, ma come tutte gli atteggiamenti ha valide motivazioni.). Pertanto, senza finire nel creare monologhi appositamente creati o darsi tante arie per nulla, non mancare mai di sottolineare i tuoi lati positivi. Per cosa ti ricorderanno gli altri? Dai loro qualcosa di positivo da ricordare. E devi essere tu a dire loro per cosa devono ricordarti!

Sii il primo a coinvolgere gli altri ma l’ultimo a dare dispiaceri: Nessuno vuol perder tempo per niente. Fai capire agli altri che il tuo tempo è prezioso, se lo è. Se non lo è, concentrati sull’avere una vita che ti piace. Non si può coinvolgere gli altri nel proprio mondo se non si ha un mondo da far conoscere. Sii il primo ad invitare gli altri in occasioni mondane o specifiche. Questo vale soprattutto per le ragazze: a volte chiedere che posti frequenta il ragazzo che ti piace per poi frequentarli nell’ipotetica speranza che vi incontriate “magicamente” vuol dire abbassare di un ulteriore 10% le possibilità che tra di voi succeda qualcosa. Piuttosto, quando gli altri ti dicono cosa piace loro invitali a farti fare da cicerone. È un ottimo metodo per chiedere il contatto Facebook o G+ in modo legittimo per concordare un incontro e restare in contatto! Non farti conoscere attraverso i social, agisci di persona.

Dimostra il tuo interesse nel modo giusto: Non solo non bisogna perder tempo, ma non bisogna neanche nascondere i propri interessi. Le persone percepiscono quando si trovano qualcuno davanti che non ha un motivo per essere lì, o che non ha un qualche desiderio. Ricorda che ogni cosa che tu stai facendo deve avere uno scopo. Se non sai perché vai a ballare, alle feste o altro, hai bisogno di capire che ogni azione dovrebbe avere una conseguenza. Le cose non accadono, le fai accadere te! Sia che tu dia il permesso alle cose di capitare similmente come vorresti oppure no. Quando parli con qualcuno, ricordati sempre cosa stavi facendo prima e cosa desidereresti fare dopo. Ed agisci di conseguenza. Accetta la realtà della statistica, e non minimizzare niente. Fai cernita. Vi siete conosciuti, impara tecniche per lasciare la porta aperta a nuove e diverse possibilità! (es. Facebook, scopri i punti di ritrovo comune, dici dove ti può trovare, chiedi direttamente se ha amici più simili a cosa ti piace, etc...) Più lasci porte aperte, e più scoprirai che le avventure bizzarre ed indimenticabili capitano davvero per caso, ma succede solo con persone diverse da noi quando TU resti disponibile alle nuove esperienze!

Gestisci le tue conoscenze ed i tuoi amici: le persone che conosci da poco non sono tuoi amici, anche se tu sei di larghe vedute. Impara a dare la giusta importanza alle relazioni che hai. Celebra il tempo passato con gli altri, sia che sia breve che sia tanto. Dai un motivo agli altri per continuare a piacere! Questo è il segreto di base. L’impegno è tuo. Gli altri vedranno le cose accadere come per magia, e sentendosi bene in tua compagnia cominceranno a cercarti. Ma almeno che gli altri non vogliano usarti per qualche motivo, scordati che essere ricercati avvenga senza sforzo. La maggior parte delle persone è immatura, ed il tempo serve proprio a conoscere gli altri per evidenziare pregi e difetti. Questo è ciò che devi dimostrare nelle uscite e negli incontri successivi. E devi trattare le nuove conoscenze come tali, e gli amici in modo sicuramente migliore. Altrimenti, creerai il personaggio da festa (che piace, ma che è più simile ad un fuoco d'artificio passeggero.).

Esistono anche altri principi, ma in definitiva riassumerei ancora i precedenti esposti, che poi sono i principi base utili a creare quel carattere (o personaggio) che gli altri vorranno rivedere:

  • Presentazione positiva, non mancare di evidenziare i tratti di te che ti piacciono per vedere se piacciono agli altri
  • Sii intraprendente e fai sempre un primo passo nelle direzioni che preferisci, o preferiresti, accadessero. Le cose non accadono da sole quando si tratta della tua felicità
  • Sii assertivo. C’è un tempo per la timidezza, e c’è un tempo per essere diretti. Nelle fasi iniziali delle relazioni di oggi (più asettiche man mano che cresce la densità di popolazione) c’è così tanta confusione che essere almeno un po’ più diretti del solito salva tempo ed energie. Una volta che la persona avrà capito che tra voi esiste una relazione, puoi tornare a rilassarti nelle tue abitudini. Parti sempre da un territorio comune e neutrale tra te (il conosciuto) e gli altri (il diverso, o supposto tale.).
  • Dai il giusto valore alle cose, azioni e persone. Non esistono regole scritte nella pietra per cui una persona va ricontatta dopo tot tempo o per cui devi comportarsi in modi precisi per non apparire una “troppo facile.” Tutte le vecchie tecniche e strategie sono figlie del loro tempo. Sperimenta, e ricordati che questo non è più il mondo dei nostri nonni. Alcuni consigli sono saggi, ma impara la validità dei precetti, non accettarli mai ceciacemente. Ogni tanto prendi il coraggio di sbagliare volontariamente (è una tecnica eccellente per imparare ma non fare la fine dei "ribelli" che poi diventano "bad boys/girls" ridicoli, perchè favoriscono l'immaturità. Un bad boy maturo è tutto un altro mondo ed è di sicuro effetto, ma è un gioco sociale adulto di diverso stampo tra persone con una spiccata esperienza, e non può essere imparato dal giorno alla notte, sfortunatamente. Nel frattempo, si rischia di ferire tante persone per nulla.).

Le persone mature conoscono le regole sociali, e faranno in modo di creare le giuste condizioni per continuare la relazione perché sono intraprendenti, consapevoli e razionali. Per questo motivo, le persone ti inizieranno a cercare se ti comporti e diventi una persona matura: vedono che rispetti te stesso e loro. 

come conquistare una ragazza
Ovviamente, tipologie di persone del tutto diverse da te richiedono comportamenti che esulano da questi semplici principi. Più accetti di comportarti in modi non tuoi per aumentare il bacino di persone a cui piaci, più sarà complicato gestire le difficoltà che inizieranno a presentarsi insieme agli errori che irrimediabilmente farai. E ne farai. Se non sbagli, non potrai correggerti. E l’esperienza si percepisce, fidati. 

Se non si piace nemmeno alle persone come noi, non si hanno tante speranze con gli altri, e questo è semplicemente un dato di fatto. Solo quando l’esperienza è talmente tanta si crea un dislivello palpabile: assistiamo a quella stranissima sensazione che ci fa sentire alla presenza di qualcuno che cammina tre spanne sopra tutti noi mortali. In realtà, sotto non ci sono altro che la comprensione dei meccanismi di base e tantissima pratica, oppure (come dicevo) sono persone che vengono sfruttate per qualche motivo, o che sfruttano altre tecniche, ovvero le tecniche di manipolazione.Quest'ultime vengono a caro prezzo (vedi i politici fraudolenti che finiscono il mandato e scompaiono nel nulla. Non lo condivido, ma se uno vuol lasciare il Paese per ora quelle tecniche hanno un certo effetto innegabile. Il problema di quelle tecniche è che dipendono sempre da chi si fa raggirare, e soprattutto dalla tolleranza della comunità. Se la comunità ti punisce, lo fa più duramente con chi è viscido e falso. Vedi ostracizzazione.).

Questo articolo è volutamente generico per parlare a tutti. Puoi commentare se desideri delucidazioni o contattarmi su G+ e Facebook. A te la scelta. E nel frattempo, ecco altri articoli che possono aiutarti:


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Compendiario delle parole di conforto.



parole di conforto
Certe volte la vita ti travolge. Certi giorni sembrano vuoti. Certi momenti li viviamo da soli. La solitudine, il dolore e lo sconforto sono cose che ci rendono umani, e ci caratterizzano come specie. Perché le emozioni che proviamo oscillano in un vasto spettro tra un grande positivo ed un profondissimo negativo.

Ognuno di noi nasce con un certo numero di abilità a cui siamo predisposti per doti di nascita, ma tutti nasciamo con uguali strumenti mentali utili a capire gli altri, e, volendo, per vivere in sintonia ed armonia con tutti. L’umanità ha due possibili fini: l’estinzione o la proliferazione.

Il significato delle parole: sagge parole o parole magiche?

Una lingua è uno strumento inerte, né positivo né negativo. Tramite il linguaggio, due entità entrano in contatto tra loro per scambiare messaggi. I messaggi contengono informazioni, e le sfumature dei significati contenuti sono regolati dal lessico e dalla semantica dei termini usati. Le parole sono tutte importanti, ed a volte una singola parola al posto di un’altra può far tutta la differenza.

Quando usiamo la nostra lingua madre, vogliamo innanzitutto partire da ciò che ci unisce a chi necessita conforto. Eventi determinanti possono accadere in qualunque momento: qualcuno muore, o si perde nel nulla; qualcosa di sconvolgente travolge la tua vita; le certezze si sgretolano fino a non lasciare traccia della loro esistenza. L’empatia è qualcosa di fondamentale per chiunque voglia comunicare davvero con un essere umano. Non si può parlare profondamente agli altri se non si capisce l’indole umana.

Non tutti usano le parole nel modo giusto. Alcuni spingono su altri fattori per cercare di smuovere le cose, ma senza empatia non vi può essere un vero rilascio di quella che è la vera causa. Non esistono parole di conforto che ignorano le cause del dolore originale: la saggezza di chi parla per esperienza è qualcosa che può assumere molte forme, ma chi sa ascoltare noterà sempre la venatura di una realtà vissuta e consumatasi sulla pelle (a volte riarsa) di chi sta parlando.

E non è giusto dire che non vi siano parole magiche. La magia a cui noi possiamo attingere è la nostra stessa energia intima, primordiale e primitiva. La stessa energia che scorre dentro le nostre vene è la stessa energia che non ci fa chiudere le nostre palpebre per sempre di fronte alle bruttezze della vita. Abbiamo tutti dei limiti, ma questi sono ben lontani dall’essere finiti nella nostra quotidiana esperienza. E persino una cosa orribile ci può insegnare che la nostra vita non è finita. A volte, persino il dolore ci può insegnare che esistono strade non percorse. Ed il dolore è un insegnante crudele che non ammette ignoranza: si fa sentire anche se lo eludi con tutte le tue forze. Che tu voglia o no, lo ascolterai.

Come confortare, e tecniche pratiche.

Confortare vuol dire parlare o comportarsi in un qualunque modo utile per alleviare un certo dolore, o scuotere positivamente il carattere di qualcuno che ha perso vitalità o subito perdite significative. Un fatto è accaduto, e di quel fatto esistono cause, motivazioni e conseguenze di cui bisogna essere al corrente prima di agire.

La prima delle tecniche da conoscere è l’ascolto. Chi non ha mai sentito una persona sfogarsi, oltre ad essere una persona strana, non può comprendere che il primo bisogno di una persona sofferente è condividere il dolore. Il motivo è psicologico: condividendo la propria esperienza (anche quando questa è perfettamente conosciuta dall’altra parte) la persona sofferente prova un sollievo minimo ma necessario, come togliersi un peso da dosso. Invita la persona a parlare della cosa, a ricordare la persona scomparsa ed ad esprimere ogni cosa stia causando la sua reazione.

Ascoltare non vuol dire lasciare parlare indistintamente la persona finché non si ammutolisce. Alcuni lo chiamano ascolto attivo, ma più semplicemente quando ascolti non mancare di fare domande che ti aiutino a capire la reale situazione. Molte persone hanno bisogno di cose diverse: c’è la persona che vuole sentirsi solo ascoltata senza essere giudicata, e c’è quella che vuole partecipazione, o persino una soluzione. Come essere sicuri di fare la cosa giusta? Ascolta non solo con gli orecchi. Guarda, esprimi i tuoi stessi sentimenti di cordoglio e costernazione attraverso un contatto umano. Sii presente alla realtà espresse dalle parole.

Gli inesperti privi di empatia sono quelle persone goffe che minimizzano tutto, o che evitano subito il discorso invitando a guardare la cosa da un altro punto di vista. Non farlo. Serve diplomazia, se vuoi, in un caso del genere, perché non si tratta di te ma di altre persone. Tu non puoi capire i loro sentimenti, né viverli. Ne potrai solo avere un idea, ma un idea non è niente quando si parla di cose irrazionali. È proprio perché esistono le emozioni che molte persone hanno problemi con esse: chi nell’espressione, chi nella loro stessa esistenza. Ognuno abbisogna del rispetto necessario alla propria esperienza.

Dopo l’ascolto, può cominciare la parte dialogica. E quando si parla, non si deve trattenere i propri pensieri, ma bisogna essere consapevoli di star parlando con persone scosse: scegli le giuste parole, e fai i tuoi inviti nel modo giusto. Guida la persona verso pensieri che possono essere di aiuto e conforto.

Ogni persona che soffre ha dei bisogni che devi imparare a capire. Quando capisci i bisogni, capisci anche di cosa quella persona necessita per trovare un po’ di pace. Ed a volte i bisogni possono essere strani. Non giudicarli. Una persona che scopre di avere il cancro può aver bisogno di capire che avrà sempre il supporto dei suoi amici(, cioè la semplice sottolineatura dei privilegi a cui era abituata fin’ora) oppure di qualcuno che le dica che la sua vita inizia ogni volta che apre i suoi occhi quando si sveglia. Ognuno di noi ha un percorso che necessita di essere percorso secondo le proprie regole.

Per molte persone è difficile portare conforto perché si crede che manchi la creatività necessaria. Ma confortare qualcuno non vuol dire mentire. Io personalmente sono contro le bugie, persino quando si tratti di bambini (sempre con le dovute eccezioni caso per caso.). La regola a cui bisognerebbe attenersi è quella di supportare la persona afflitta dal problema con l’intento di mostrare che la vita continua, può continuare e può diventare migliore. In tal senso, può sembrare un controsenso un tale atteggiamento di fronte a fatalità come l’amputazione di arti dovuti ad incidenti gravi, ma la verità è che chi non crede in un futuro migliore per chi soffre ha più paura di chi sta vivendo il problema, e pertanto non è qualificato ad essere la persona migliore per dare supporto.

Bisogna avere coraggio nella vita. Questo è il messaggio di fondo di qualsiasi azione di conforto. La vita esistente in chi soffre è ciò che ci permette di dire “Guarda a tutte le cose orrende che possono capitare, ma tu sei ancora viva ed io non ti permetterò di soffrire più del dovuto. Tu sopravviverai , e sarà per il meglio. Non mi importa quanto tu possa andare giù, io non ti abbandonerò mai.”

Il presente è quanto di più prezioso abbiamo. Il presente è tutto ciò che abbiamo, e pertanto va accettato sia nel bene che nel male. Perché le cose brutte accadono, e ci servono per crescere e conoscerci come persone. Nessuno di noi nasce con il manuale per l’uso. Ed i ricordi di chi ci è stato accanto diventeranno una risorsa per tutte le avversità future. Per questo motivo soffre di più chi non ha nessuno; chi crede di essere abbandonato a se stesso è colui che deve rivolgersi presso la comunità e le assistenze sociali. Nessuno deve restare solo. La vita è un gioco, a volte crudele, ma tutti abbiamo diritti, e nessuno deve restare solo.

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